...ma se è il linguaggio parlato che distingue l'uomo dalle altre specie viventi, ti sarai senz'altro accorto tante volte che, anche se togli l'audio ad un film che stai vedendo per tv, non ti è difficile capire ugualmente, nelle linee essenziali, ciò che sta succedendo; come ti sarà capitato probabilmente, trovandoti in un paese di cui non conoscevi la lingua, di scoprire con stupore come sia facile farti capire utilizzando i gesti. Così come succede a scuola quando dobbiamo coinvolgere nelle attività i compagni di etnia diversa che ancora non conoscono la nostra lingua. Incredibile come ci si capisca, perché il linguaggio dei gesti è un linguaggio universale; incredibile poi il sollievo che si prova dopo che ci si è compresi!!!
Gli ipoacusici, quelli che tu impropriamente chiami "sordomuti", usano le mani e la mimica facciale per farsi comprendere. Il tuo corpo parla, anche quando la tua bocca si ostina a rimanere chiusa: parla attraverso i movimenti, a volte movimenti impercettibili. Muoversi non vuol dire infatti fare solo sport.A volte succede che il corpo dica cose diverse da quelle che esprimono le parole; a volte è lui a comunicare quella verità che le parole nascondono.
Ricordo Francesca, un'amica che non vedevo da anni. L'ho incontrata, per caso - no, non per caso: io non credo al caso - l'ho incontrata perché aveva bisogno di me, l'ho capito subito. "Che bello, incontrarci qui! Come sono felice di rivederti!" " Peccato che ci siamo perse..." "Ma abiti ancora lì?" "Ma come te la passi?" "Davvero stai bene"? "Perché allora quando dici che stai bene abbassi gli occhi"? "A me non la racconti...gli amici leggono quello che c'è nel cuore non quello che esce dalle labbra!" E ci siamo abbracciate, un abbraccio liberatorio, confortante. Che bello avere capito da un suo gesto la sua preoccupazione!
Sarà capitato anche a te di leggere nei gesti di qualcuno un disagio, una preoccupazione, una tensione o , per esempio, di sentire un "ti voglio essere amico" che, dal modo con cui veniva detto ti ha fatto percepire un "campanello di allarme", come se quella frase suonasse come "di te non me ne importa nulla"! La sincerità di chi ci parla viene infatti riconosciuta attraverso i "modi", cioè un linguaggio non verbale, piuttosto che attraverso le parole dette.
Perciò, per esprimerti, non utilizzi un linguaggio unico, non il solo linguaggio verbale quindi, attraverso il quale non è sempre possibile nè facile esprimere i propri pensieri, bisogni, affetti, stati d'animo.Le forme di linguaggio sono molteplici: scrittura, arte, codici (linguaggio codificato è per esempio quello gestuale che vedi fare all'arbitro durante una partita di basket o di volley); linguaggi sono pure quelli dell'informatica, degli audiovisivi, matematici e dell'espressività corporea.
Il linguaggio corporeo è la prima forma che hai usato per comunicare con il mondo esterno. Da bambino ti facevi capire attraverso il movimento, la gestualità, la postura, la mimica facciale: con tutte le modificazioni del corpo segnalavi a mamma e a chi ti stava intorno i tuoi stati d'animo e le tue emozioni.
Poi hai imparatoa parlare, riducendo le tue capacità espressive all'essenziale; ma ancora il tuo corpo parla:gli occhi, l'atteggiamento della bocca, il colore della pelle persino, variano a seconda che tu sia triste o allegro, che tu ti vergogni o abbia paura. Anche l'intonazione della tua voce comunica...Capita allora che gli altri, se sono attenti osservatori, si accorgono se tu sei svogliato, triste, impaziente, arrabbiato, anche se tu non ne parli.
Basterebbe prestassi maggiore attenzione, guardare per esempio i compagni nei diversi momenti della mattinata a scuola, quando sono interrogati, quando svolgono un compito, quando giocano...: impareresti a capire ogni volta i loro stati d'animo ed essere pronto a compiere, in caso di bisogno, il gesto più bello che un essere umano possa fare: CONDIVIDERE....Perché comunicare è legge della vita...perché COMUNICARE E' VIVERE!!!

4 commenti:
Credo che questo articolo sia fantastico...
Io pratico danza classica, contemporanea, e hip hop...
Insomma mi esprimo con il corpo, che ci permette di assumere varie posizioni...
Mi esprimo anche attraverso uno strumento musicale, il pianoforte...
Mi permette di esprimermi attraverso una vasta gamma di suoni...
Ed è bellissimo sapere che hai un'alternativa alle parole, come con Sara, la mia migliore amica!!!!!!!!!!!!!!!
Con lei impari, impari a vivere in modo alternativo, ed è meraviglioso..!!!Arrivederci prof, Elisa.
A volte, come già ho detto in un post, "abitare nella casa del silenzio", senza lasciarsi confondere, distrarre dalle parole,provando a parlare con i gesti ci si può davvero scoprire più uomini dentro e scoprire che è più facile comprendersi l'un l'altro! :-)
Io penso che comunicare sia una necessità vitale di ogni essere vivente.
Anche le pietre comunicano, con un linguaggio comprensibile solo a chi sa guardare al mondo con gli occhi del creatore.
Prendo come esempio le pietre (che in veneto si chiamano piere) perchè ci è difficile pensare che le pietre possano comunicare, in quanto, le riteniamo cose prive di vita. Ma così non è.
Non usiamo forse le gemme per esprimere, in certe occasioni, ciò che non
riusciamo ad esprimere con le parole o con i gesti? Le gemme non sono forse
delle pietre? Non è forse più facile per un'innamorato conquistare il cuore della sua amata con un diamante che con altre forme di espressione? hihihi
Certo, in questo caso, si può dire che sono gli umani ad attribuire ad altri esseri viventi una forma di comunicazione che in realtà riguarda chi
l'attribuisce.
In effeti è così.
Però, le Pietre comunicano anche tra di loro. Nella chimica esistono dei processi chiamati reazioni chimiche. La reazione chimica avviene quando due
elementi messi a contato reagiscono. Tra questi elementi ci sono molti
minerali, e i minerali cosa sono? Pietre! Quindi le Pietre sono vive, e
tutto ciò che vive comunica.
Ma ci sono delle forme di comunicazione che dovrebbero scomparire per sempre dal pianeta. A questo punto, tu che leggi, starai pensando: chissà sto stupido dove vuole arrivare? Continua a leggere e lo saprai.
Mettiamo in comunicazione tre sostanze: nitrato di potassio nella proporzione di 74,64%,
carbone nella proporzione di 13,51%, zolfo nella proporzione di 11,85%, cosa abbiato ottenuto? La polvere nera, meglio conosciuta come polvere da sparo (oh! Che non vi venga in mente di farlo davvero! NO EH|).
Fino al 1870 la polvere da sparo è servita per fare le guerre. Cos'è la guerra? La guerra è un massacro tra persone che non si conoscono, oganizzato da persone che si conoscono, ma, che non si massacrano. Si, nelle guerre muore sempre la povera gente che tra di loro non si conosce.
Oggi la polvere da sparo serve per fabbricare i fuochi artificiali. Quei giochi di luce e di colori che ci rallegrano. Ma, ahimè, nel frattempo gli umani hanno messo in comunicazione altre sostanze ed hanno ottenuto polveri molto più potenti, talmente potenti da cancellare quasi tutta la vita dal pianeta terra.
Ed è quì che volevo arrivare. Ci sono esseri umani che usano il loro sapere per comunicare odio che conduuce alle guerre, altri, invece, per comunicare che un mondo con un umanità più giusta di questa è possibile.
L'importanza della comunicazione dipende da cosa si comunica, a certi esseri bisognerebbe impedire di comunicare.
E tu? cosa vuoi comunicare?
P.S. La prof è fantastica. Se avessi avuto una prof come questa, quando andavo a scuola, mi sarei fatto bocciare sempre. Così l'avrei rivista l'anno successivo.
Ciao da Luigi
cavoli..il suo ragionamento mi ha affascinato, è lineare, comprensibilissimo..ed ha centrato in pieno la mia curiosità. FORTE!
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