Il termine TREKKING significa: "camminare lungo le orme lasciate dai carri trainati dai buoi". E' un'attività sportiva non competitiva: si cammina lungo sentieri, mulattiere, itinerari di varia lunghezza, immersi in ambienti naturali da favola, facendo tappa se previsto in rifugi, bivacchi o centri abitati. In Italia il territorio si presta a questo tipo di attività. A chi fa trekking non interessa la "prestazione", non ingaggia una sfida con la natura o con natura e la montagna: non è una gara da vincere o un modo per stabilire o migliorare un record.
Il trekking è conoscenza del territorio attraverso l'osservazione dei luoghi, della flora e della fauna, dei segni dell'uomo e delle culture presenti; è puro piacere di camminare nell'ambiente, imparando ad amare e a rispettare i luoghi che si attraversano, passando "leggeri" per non fare danni e per non essere di disturbo. E' un 'attività a cui tutti si possono dedicare, scegliendo itinerari semplici, adatti sia a chi è alle prime armi sia a chi ha problemi ad affrontare terreni accidentati o con forti dislivelli.
L'escursionista cammina con passo lento e uniforme; si ferma, quando la fatica si fa sentire, per ristabilire il suo equilibrio fisico, respirando profondamente (espirando più a lungo di quanto non inspiri) per favorire una rapida ossigenazione del sangue; si sforza in modo blando, controllando che il battito cardiaco non superi i 100/130 battiti al minuto; in salita riduce l'ampiezza del passo che rimane però continuo e regolare, mentre in discesa ne aumenta ampiezza e ritmo.
Il percorso dell'escursionista si svolge quasi sempre lungo i sentieri: egli evita accuratamente di inoltrarsi nel territorio al di fuori del sentiero che non solo costituisce una via sicura ma permette anche di lasciare tranquillo e intatto l'ambiente circostante.
T turistico: facile, per tutti
E escursionistico: richiede una certa preparazione
EE per escursionisti esperti: media difficoltà
EEA per escursionisti esperti con attrezzature: molto difficile
Alcune regole da seguire se si decide di fare trekking:- Cominciare con passeggiate brevi, aumentando gradamente la lunghezza del percorso.Se si è in gruppo i tempi di percorrenza vanno misurati in relazione agli escursionisti più lenti
- consultare sempre nei minimi particolari prima e portare con sè poi le cartine;
- dotarsi di un equipaggiamento adeguato: pedule specifiche leggere ma resistenti; zaini semplici e leggeri con dorso anatomico ben imbottito, contenente un kit emergenza costituito da un sacco da bivacco, biancheria di ricambio, torcia elettrica, cassetta di pronto soccorso da montagna; niente giacche ingombranti, pantaloni stretti (il jeans è inadatto perché rigido) e maglie attillate; meglio pantaloni alla "zuava" che lasciano libera l'articolazione delle ginochhia che in questa attività sono meese a dura prova; utili anche i bastoncini da trekking;
- consultare il meteo prima di partire; se durante l'escursione scende la nebbia o piove, tornare indietro: non è perché si è incapaci ma perché si è saggi!!!!- comunicare a qualcuno il luogo previsto per l'escursione e quando si prevede di rientrare;
- evitare di imbarcarsi in escursioni solitarie in montagna;
- nel corso dell'escursione fermarsi almeno 15 minuti ogni 2 ore per mangiare e bere (almeno 3 litri nella giornata);

- in caso di incidente non perdere la calma e chiamare il 118;
- portare con sè i numeri attivi del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas).

6 commenti:
Che bello! Si unisce l'arte del camminare alla bellezza della natura!Fantastico...
Che cosa c'è di meglio di una domenica a camminare in ambienti naturali con il sole che spacca le pietre?Elisa
Io lo faccio spesso, anche nel mio piccolo! Sono Camilla, una grande amica di Elisa.
Ciao cara Camilla, sono Elisa, e sono contenta che tu faccia capolino in questo blog ogni tanto!E' veramente interessante non credi!
Ciao Elisa, questo blog mi piace molto ed è interessante. La tua cara prof è molto saggia!Spero che mi risponda!Arrivederci a tutti..Camilla.
Ciao Camillaaaaaaaaaaaa...ciao Eliiiiiiiiiiii. Davvero sono contenta di avere incontrato i vostri interessi, contenta che apprezziate.Sarà che ho tanto camminato nella mia vita, ma la gioia che ho provato immersa nella natura non l'ho provata in nessun altro luogo: come se fossi nel mio habitat naturale..Perdersi a fissare il cielo azzurro, seduta su un sasso...passare ore e ore sul Falzarego a guardare le montagne intorno...O in valle Ombretta con il binocolo in mano tutto il giorno a spiare le marmotte...Il Paradiso per gli occhi e per il cuore. Vi abbraccio con affetto
Che bello prof! Elisa
Posta un commento